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mercoledì 2 luglio 2014

Civilupo, un blog amato dai sindaci


Ebbene sì, cari lettori! Dopo quasi sei mesi di esistenza del blog e dopo aver resistito indenni non soltanto al temporalone tropicale di domenica scorsa, ma anche a un mucchio di altre calamità naturali (elezioni, festa della ceramica, catene umane per il trasporto di libri, Cubattoli) è giunto anche per noi che scriviamo Civilupo il momento di bullarcela spudoratamente per i vipS che regolarmente frequentano i nostri post. Il nuovo sindaco di Montelupo ci lovva! E, come si può facilmente intuire dalla foto, ha voluto coinvolgerci in un incontro ufficiale con annesso brief recap meet report dibattito sul nostro capolavoro e sull'ironia così tipicamente ciòfane che lo contraddistingue (stiamo parlando sempre del blog).
Non fatevi ingannare dai sandalacci che indossava quel giorno Camilla R. o dalla posa sicura di Giulia, eravamo abbastanza emozionati; e forse ci siamo chiesti, per la prima volta in maniera seria, quale sarà il destino di questo spazio una volta che non saremo più a lavorare in Comune.
Cogliamo l'occasione per ricordare anche che il sindaco uscente, Rossana Mori, si è dimostrata sempre curiosa verso di noi e verso ciò che qui scrivevamo.

Sentitevi dunque fighi, o affezionati lettori: Civilupo è un blog di classe, i sindaci lo leggono proprio come vvòi.

mercoledì 25 giugno 2014

La festa della ceramica libera il mio lato bambino


Oggi Civilupo lascia completamente la parola alla mitica Camilla M. (la più giovane delle Camille), che ci narra, direttamente con la penna che stava nel suo astuccio di Sailor Moon, l'esperienza che ha vissuto alla  Festa della Ceramica 2014.


Sono stati quattro giorni intensi per il servizio civile, ricchi, almeno per quanto mi riguarda, di inconvenienti, tipo che non ci ero mai stata prima e che in generale non sapevo una cippa niente di ceramica e della festa. Ma proprio niente. E continuo a non sapere niente. E visto che davanti alle nuove sfide della vita siamo tutti bambini e per me affrontare una masnada di gente che mi chiedeva cose che non sapevo è stata una sfida (che m'ha visto diventare sempre più tonta di ora in ora), ho deciso di esprimere il mio disagio con un temino. Buona lettura!




(Camilla M. noi proviamo amore per te. Sappilo.)

domenica 22 giugno 2014

Polaroid dalla Festa 2014













domenica 15 giugno 2014

14 modi per passare 14 ore alla Festa della Ceramica duemila14


Presto la Festa della Ceramica verrà dichiarata festa nazionale: nei quattro giorni alla fine della terza settimana di giugno nessuno andrà a lavorare e le sessioni universitarie estive verranno posticipate,  mentre il Papa farà una benedizione speciale detta fictiliae urbi et orbi, sostituendo poi il tradizionale calice in metalli preziosi utilizzato in Vaticano per l'eucarestia con una coppa di antica maiolica smaltata montelupina. I corazzieri sfileranno portando vasi di ceramica al posto delle spade, e a Palazzo Chigi si terrà un banchetto di sole pietanze cucinate e servite in coccio.

Nell'attesa che il destino si compia, ecco come passare una proficua giornata onorando come si conviene questo straordinario prodotto (la ceramica) a Montelupo Fiorentino. Ci siamo immaginati che la giornata fosse quella a conclusione della Festa, domenica 22 giugno.

- Ore 10: dopo una colazione dal Vezzosi (che prima o poi ci regalerà le paste gratis, da quanto ne stiamo parlando bene), è il momento di un passeggio digestivo in Piazza della Libertà, dove potrete ammirare l'incredibile manualità dei terracottai, capaci di creare al tornio fantastiche opere sotto i vostri occhi.

- Ore 11: la passeggiata prosegue in Corso Garibaldi. Andate a curiosare nel gazebo delle aziende della Strada della Ceramica. Continuate a camminare lungo la via: troverete degli omini in bicicletta coloratissimi e un po' dadaisti: è l'installazione "Biciclette", ideata da Eugenio Taccini e creata dal grande ceramista montelupino insieme ai ragazzi del Cantiere di Arte Contemporanea.

- Ore 12: rimanendo nei dintorni di Piazza della Libertà, inoltratevi in Via XX Settembre e visitate la mostra "Open Lab" ai civici 1 e 3: Belinda Ninci e Valentina Batini vi presenteranno le loro nuove creazioni. Sempre in via XX Settembre, al civico 37 troverete una grande esposizione di artigianato, e al numero 40 la mostra delle ceramiste Alessandra Tambara e Veronica Consani.

- Ore 13: la pancia brontola. Dove si va? Ve lo diciamo noi: prima si va alla mostra di Piergiovanni Staderini e del Fotoclub Emozioni Fotografiche (Via XX Settembre numero 34) e poi si svicola dal sottopasso per arrivare in Largo Manises, dove rifocillarsi con frittura in cartoccio e biretta dai ragazzi de I' Fritto a 5.

- Ore 14: visto che ormai in Largo Manises ci siete, percorretelo tutto e tornate verso Piazza della Libertà: sotto l'ombroso pergolato dell'ex Bar Carlino vi accoglierà la ceramica internazionale, con le piastrelle valenciane di Cristina Sanz Vidal e i vasi rumeni di Daniel Les. Il tutto creato e dipinto rigorosamente dal vivo.

- Ore 15: allontaniamoci dal centro storico e attraversiamo il ponte sul fiume Pesa per andare a fare un giretto nel mercatino dell'artigianato in Piazza VIII Marzo 1944. Seguendo il mercato lungo via Rovai, arriviamo in Piazza dell'Unione Europea.

- Ore 16: avete un marmocchio incollato alle caviglie da tutto il dì e vi state pentendo di averlo messo al mondo? In piazza dell'Unione Europea avete l'imbarazzo della scelta per parcheggiarlo in un posto dove si diverta e proseguire l'esplorazione della Festa in santa pace. C'è il laboratorio di racconti dell'Auser, la Gimkana dei bambini organizzata dalla Pro Loco, i giochi di movimento armonico della Polisportiva Montelupo. Due ore di tranquillità tutte per voi e due ore di allegria per il piccolo.

- Ore 17: mollato il pupo, si torna alle cose serie. Camminate quindi fino al parco, attraversate nuovamente la Pesa e salite le scale fino a Via Baccio: vi troverete davanti il Palazzo Podestarile, dove sarà allestita la mostra "Creatività, sperimentazione e design: una prospettiva per il futuro" e dove vedrete i lavori dei ragazzi del Cantiere di Arte Contemporanea "LO 2.0 Vol.3: Officina d'Arte". Ve lo consigliamo vivamente: è raro che chi non si occupa d'arte si trovi a passare in un vero e proprio laboratorio artistico. E' un'esperienza bellissima e ve la ricorderete.

- Ore 18: continuiamo il giro in Via Baccio e meditiamo se comprare qualche meraviglioso pezzo d'arte con cui guarnire casa nostra lungo i banchi della mostra mercato "Le Forme della Terra", organizzata dall'associazione Arte della Ceramica.

- Ore 19: è tempo di ripescare il bimbo in Piazza dell'Unione Europea. La prospettiva forse vi sfiancherà a tal punto che vorrete farvi un drink ad Apericenas, l'aperitivo spagnoleggiante organizzato dal Circolo Arci "Il Progresso". Ma non crucciatevi, non dovrete tenerlo a lungo con voi: se avete voglia di tornare in centro potete lasciarlo in Piazza Salvo D'Acquisto dove parteciperà ai laboratori di circo dell'associazione "Circo Libera Tutti", mentre voi girerete beati in Corso Garibaldi ammirando i pezzi unici dei totem di "Rosso di Spagna".

- Ore 20: cibo! Risalite via Giro delle Mura e andate verso il Giardino della Scuola di Santa Teresa a ingozzarvi di squisitezze toscane all'Osteria del Boccale, curata dalla Misericordia di Montelupo. Per digerire, vi consigliamo un passaggio rigenerante alla mostra "LO 2.0 Vol.1" alla Fornace Cioni - Alderighi.

- Ore 21: scendete verso Piazza Centi e portate la prole a vedere lo spettacolo "Burano, la Storia di un Gatto".

- Ore 22: ripercorrete le tappe del percorso che avete svolto durante la giornata seguendo lo spettacolare "Dinomaquìa 2", una performance di teatro itinerante con giochi pirotecnici della compagnia catalana L'Avalot.

- Ore 23: nulla, via. A quest'ora si beve, e lo stand dell'Heineken Green Stage Pub in Piazza Vittorio Veneto vi fornirà tutta la birra e i cocktail che vi serviranno per decidere finalmente che spendere soldi comprando ceramica è cosa buona e giusta - ad esempio, al bookshop del MMAB. La biblioteca è aperta fino alle 24 e il Museo ha una nuova collezione permanente tutta da sperimentare.

- Ore 24: siete felici. Stanchi, ma felici. Seduti a un tavolino in Piazza Vittorio Veneto, con un mojito in una mano e un sacchetto pieno di ceramica nell'altra, dimentichi degli affanni e delle frenesie della vita, ammirate lo scinitillio delle lanterne volanti che chiudono la Festa del 2014 con la loro lenta salita nel cielo.

domenica 8 giugno 2014

Dice che i montelupini son gente difficile


Ciao raga, per quanto vi possa sembrare di no, siamo ancora vivi. Ci stiamo solo occupando della Festa della Ceramica.

Una volta una ceramista di Montelupo (quindi con una certa esperienza) ci parlò dell'esistenza di un libro sul brutto carattere dei montelupini, dicendo che, chiaramente, l'unico posto dove non riusciva a vendere e in cui nessuno lo leggeva era proprio Montelupo Fiorentino.
Dopo le ultime settimane non ce la sentiamo di darle tutti i torti: per saggiare il proverbiale carattere poco collaborativo degli abitanti della ridente cittadina in the heart of Tuscany, basta averci a che fare nel periodo antecedente la Festa della Ceramica.
Questo non vuole essere un post polemico, ma un appello alla cittadinanza montelupina: forse avete la percezione che la Festa sia un qualcosa di strettamente organizzato dall'amministrazione, e quindi dalla parte politica che governa il Comune. Ma non è così. Per la maggior parte a essere impegnati nella buona riuscita della Festa siamo noi del SC e i nostri responsabili, semplici dipendenti pubblici, incaricati della mise en place dell'evento di punta di tutto il 2014, che celebra l'identità e la storia di un'intera città. Quest'anno più che mai la Festa della Ceramica non è la diretta espressione della Giunta o del Consiglio Comunale, a elezioni appena avvenute e col nuovo sindaco in carica da due settimane scarse.
Vi assicuriamo che Montelupo Fiorentino è piena di persone splendide, come le donne e gli uomini delle associazioni, che sono una fucina di idee, di iniziative e che ci stanno dando una mano IMMENSA, davvero. Allo stesso tempo per strada capita di incontrare gente che magari per la Festa non ha fatto un cavolo di niente e però ti dice che non vede l'ora di arrabbiarsi per come sarà strutturata e per come andranno le cose. Oppure succede di parlare con qualche proprietario di un fondo commerciale che è sfitto da anni e che si comporta come se quello spazio fosse d'oro e come se il Comune dovesse fare chissà cosa per ottenerne l'utilizzo per quattro giorni (quattro! Non trecentosessantacinque) e metterci una mostra di un ceramista locale. Che poi per carità, noi il fondo lo chiediamo a titolo gratuito e se il proprietario non è interessato rientra perfettamente nei suoi diritti non concederlo. Tuttavia la settimana scorsa un signore di Sarzana è venuto a Montelupo apposta per consegnarci le chiavi del suo fondo sfitto in via XX Settembre perché non vedeva l'ora che ci organizzassimo qualcosa, mentre magari qualche proprietario montelupino che al fondo ci abita proprio sopra non è stato altrettanto generoso.
Insomma, senza voler offendere nessuno, se ci chiedessero cosa vorremmo cambiare della Festa della Ceramica risponderemmo: che fosse uno sforzo collettivo, che la cittadinanza capisse quanto è difficile organizzarla, e che di conseguenza si attivasse per portare aiuto dove possibile, senza inutili polemiche e senza pressioni ingiustificate.



domenica 25 maggio 2014

Cantierando Cantierando

Anche oggi vi forniamo alcune immagini in esclusiva dei ragazzi del Cantiere di Arte Contemporanea "LO 2.0 Vol.3: Officina d'arte" al lavoro. 
Riuscirete, pezzo dopo pezzo, a capire cosa stanno realizzando? Che cosa andrà ad animare Corso Garibaldi durante la Festa della Ceramica e non solo? Mmmmh, chissà...

Ci dovremo preparare ad un'installazione horror?

Elena e la sua terza mano

Un indizio importante

Giovanni al lavoro
Veronica in fase di impasto

Wu Wen Jun e Wang Xiang modellano

Maria sta lavorando a... una scarpa?
Quante mani...

domenica 27 aprile 2014

Il Cantiere in trasferta - Le visite

I ragazzi del Cantiere in visita al Museo Artistico Industriale Bitossi
Altro giro altra corsa. Mercoledì vi abbiamo raccontato dell'avvio del Cantiere di Arte Contemporanea "LO 2.0 Vol.3: Officina d'arte" e del suo tutor artistico Eugenio Taccini. Oggi invece vi porteremo alla scoperta delle realtà locali della ceramica che i nostri cantieranti hanno visitato allo scopo di farsi un'idea di quel che andranno a combinare. 

Marina Vignozzi parla della collezione della prima sala
Il primo luogo che li ha ospitati è stato il Museo Artistico Industriale Bitossi, posto a pochi passi dal Museo della Ceramica, nell'edificio storico risalente alla fine degli anni '20 un tempo sede della Manifattura Bitossi. Ora ospita invece la Fondazione Vittoriano Bitossi che si occupa, tra altre cose, anche di curare questo piccolo ma splendido Museo. Aperto nel 2003, espone la produzione di Ceramica Artistica dell'azienda dalla sua apertura negli anni '20 del Novecento fino ad oggi. L'allestimento attuale della prima sala è volto proprio a ripercorrere la storia della Manifattura, dai suoi esordi in chiave robbiana fino all'avvento del design e alla permanenza di Aldo Londi come direttore artistico (1946-76), per proseguire verso l'adeguamento allo stile degli anni '80 e le sperimentazioni dell'era contemporanea. 
La sala dedicata ai designers nel Museo Bitossi
La seconda sala espone come gioielli pezzi progettati da noti designer che hanno collaborato con l'azienda nel corso degli anni come Ettore Sottsass, Matteo Thun, i fratelli Bouroullec, Karim Rashid e tanti altri. I ragazzi sono stati accolti da Paolo Pinelli ed Elisabetta Daini, rappresentanti della Fondazione, e dalla storica Marina Vignozzi, già incontrata in occasione del seminario di apertura del Cantiere. Hanno avuto anche la possibilità di visitare l'enorme archivio, che offre uno spaccato della portata della produzione all'avanguardia della Bitossi forse ancor più vivido del Museo. Chi vi scrive è una grande appassionata di ceramica Bitossi e alla visione di "cotanta roba" si sentiva come un bambino in un enorme centro commerciale del dolciume. Il discorso iniziale di Paolo Pinelli è stato per i nostri cantierini, speriamo, fonte di ispirazione e stimolo per la futura applicazione della teoria alla pratica. 


Dopo aver visto come la ceramica possa trasformarsi in oggetto d'arredamento e al tempo stesso in opera d'arte, i ragazzi sono entrati là dove si manipola e si plasma la materia d'elezione del territorio. Hanno infatti fatto un'incursione nella tana del lupo: in una Manifattura Ceramica, e specificatamente nella sede di Ceramiche Virginia, azienda che produce ceramiche artistiche per arredo casa e tavola interamente artigianali nei pressi di Montespertoli da più di 40 anni. I suoi prodotti sono legati alla tradizione della zona ma anche alle innovazioni del design e delle tecniche, e sono ormai utilizzati nelle case europee e statunitensi grazie all'attività di importanti distributori. Con la linea "Virginia Casa", nata nel 2009, l'azienda si è imposta definitivamente anche nel nostro paese. 
In visita al sacrario: l'azienda Ceramiche Virginia
I ragazzi sono stati accompagnati direttamente dagli addetti dell'azienda a visionare le varie fasi di produzione delle ceramiche, dalla modellatura alla decorazione, fino alla cottura e alla confezione. Hanno quindi potuto assistere ai passaggi necessari a trasformare l'argilla in prodotto finito pronto per il commercio, e non si sono peritati a rivolgere numerose domande ai loro accompagnatori su tecniche, smalti e temperature di cottura. Alcuni di loro, studenti dell'Accademia di Belle Arti di Firenze, avevano un test di ceramica proprio il giorno dopo quindi nulla di meglio di un ripasso direttamente sui luoghi del misfatto. 



Le visite dei nostri eroi non sono terminate ma Civilupo attende a svelarvi il seguito. Non perdete la prossima puntata!

mercoledì 23 aprile 2014

Iniziando a Cantierar - Partenza di un'avventura

Alcuni tra i ragazzi che partecipano al Cantiere e il maestro Eugenio Taccini

Oltre a impacchettamenti di volumi datati e attuali, imbianchini al lavoro e spostamenti di ceramiche, a Montelupo la forte brezza portatrice di novità si manifesta anche in altri anfratti. Da qualche giorno alcuni visi sconosciuti, accompagnati da “attitude” da artista, vestiti comodi e capelli scarmigliati girano per le nostre strade e si presentano alla nostra mensa, fino a poco tempo fa tempio dell'impiegato comunale medio. Sono i quindici ragazzi che prenderanno parte al Cantiere di Arte Contemporanea “LO 2.0 Vol.3: Officina d'arte”, sponsorizzato dalla nostrana Fondazione Museo Montelupo e collocato all'interno del più ampio progetto “Il Mare tra le Genti”, volto ad approfondire i rapporti tra paesi mediterranei e l’attività dei ceramisti montelupini. L'iniziativa è sostenuta anche dalla Regione Toscana nella misura “Toscanaincontemporanea”. L'obiettivo primario del Cantiere è quello di riproporre il clima di scambio, collaborazione e insegnamento esistente nelle botteghe di un tempo, per stimolare le giovani menti attraverso il confronto con artisti ormai affermati. 
Quest'anno tale compito è toccato al maestro montelupino DOC Eugenio Taccini, ceramista, scultore, pittore ma soprattutto innovatore. La sua folgorazione per la materia ceramica avvenne diversi anni or sono, quando nel giardino del nonno furono ritrovati alcuni frammenti ceramici. Da lì la sua strada fu segnata: allievo di Venturino Venturi, si staccò poi dall'aura protettrice del maestro per dedicarsi alla sua arte. Oggetti ornamentali (anche per nientepopodimeno che l'atelier parigino di Christian Dior) ma soprattutto grandi pannelli da lui realizzati furono posti a decorare le sedi di istituzioni pubbliche e non, tra cui la facciata del nostro benamato Comune. Taccini è celebre soprattutto per le sue personali rappresentazioni degli Arlecchini e dei Pinocchi, che animano tutt'ora il suo coloratissimo laboratorio di Via XX Settembre, condiviso con sua figlia Lea, anch'ella artista. Le sue tecniche innovative e la sua interpretazione della tradizione culturale locale in chiave moderna gli hanno valso l'importante ruolo di traghettatore delle anime dei nostri 15 nel mondo della ceramica e delle sue possibilità creative.


I ragazzi toccano con mano alcune ceramiche montelupine 
Il Cantiere inizierà ufficialmente Lunedì 5 Maggio e i risultati saranno sotto gli occhi di tutti già a fine Giugno, in occasione della Festa della Ceramica. Per non rovinarvi la sopresa non riveliamo niente, ma assicuriamo che non rimarrete delusi.
Nonostante manchino ancora un paio di settimane alla partenza, i ragazzi sono già stati catapultati in questo universo fatto di terra e colori. Un seminario introduttivo svoltosi Lunedì 7 Aprile ha permesso loro di avere un quadro d'insieme della storia della ceramica di Montelupo attraverso i secoli grazie agli interventi di Fausto Berti, direttore del Museo della Ceramica di Montelupo, e Marina Vignozzi, storica e autrice di numerosi testi sulla ceramica montelupina contemporanea. Il contributo di Gianpiero Alfarano, direttore del Design Campus dell'Università degli Studi di Firenze, ha invece dato spunti di riflessione sul ruolo del design e sulla sua applicazione all'arte. Con Oliva Rucellai, curatrice del Museo Richard-Ginori della Manifattura di Doccia, e Alessio Ferrari, nostro alfiere del Museo della Ceramica, è stato dato uno sguardo alla realtà museale e alle modalità di esposizione della ceramica, nonché alla storia di un'azienda storica del territorio fiorentino come la Richard-Ginori. I ragazzi sono stati poi accompagnati a far visite in musei e manifatture ma questa è un'altra storia e ve la racconteremo in una nuova puntata. Restate con noi.


L'intervento del prof. Alfarano



mercoledì 5 marzo 2014

#festadellaceramica Episodio 1: La Genesi

E' Marzo, e mentre gli alberi si ricolmano di teneri fiori e le ragazze si mettono le minigonne con le calze velate, ricordatevi che a questo mondo c'è gente che sta male: ad esempio quelli che organizzano la Festa Internazionale della Ceramica.
Scherzi a parte, la ceramica qui a  Montelupo rappresenta una risorsa storica, artistica, lavorativa, sociale e di aggregazione talmente fondamentale che organizzare la Festa che la celebra qualche volta diventa davvero un rompicapo.

(Il tragico file senza fine della Festa Internazionale della Ceramica 2014)

Leggenda vuole che le prime Feste della Ceramica, all'alba degli anni novanta, fossero talmente importanti e coinvolgenti da prevedere una data di inaugurazione ma non una di termine. Insomma, i montelupini a Giugno si facevano un'abbuffata di ceramica e decidevano di tornarsene a casa solo e soltanto quando le scorte di argilla erano finite, i torni consumati e la birra di tutti i punti ristoro diventata calda - in pratica una specie di Woodstock della ceramica. O almeno noi Civilupi, tutti troppo giovani all'epoca, ce la immaginiamo così.
Negli anni sono poi intervenuti vari fattori, che hanno direzionato la Festa verso cambiamenti più o meno evidenti. Il più eclatante è stato forse quello del 2013, anno nel quale, a causa di un'esigenza di riduzione dei costi a fronte del mantenimento di una qualità elevata, è stata presa la drastica (e maldigerita, ahimè, da molti montelupini) decisione di portare la durata della Festa a soli tre giorni.
Quest'anno ci lavoriamo anche noi del Servizio Civile, e nonostante alcuni di noi abbiano già avuto esperienza di progettazione di eventi, la Festa della Ceramica è una cosa a sé. La sensazione è quella di avere puntati addosso gli sguardi di un'intera comunità. E, a Montelupo, la comunità è nota per avere sguardi particolarmente, ehm, accurati. Metaforicamente parlando, stiamo anche noi costruendo il nostro personale vaso in ceramica, che alla fine dovrà stare in piedi, non avere crepe e magari essere pure bello da vedere.
L'evento è previsto per Giugno, ma la Festa la stiamo già organizzando da mesi e ancora i punti di domanda sono moltissimi: quanti giorni durerà? Faremo orario continuato? Come concilieremo il bisogno di internazionalità della Festa con la volontà di celebrare l'idea di un prodotto locale, nato e portato avanti in una piccola città della Toscana? Ce la faremo a fare tutto con un budget sempre più ridotto? Ne usciremo senza farci venire un grave esaurimento nervoso? O per lo meno restando vivi? Lo scopriremo solo vivendo (e rimanendo sintonizzati su Civilupo).
 

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