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domenica 2 novembre 2014

Le statistiche di Civilupo: ci avete letto tantissimo!


E' il nostro penultimo post, e noi Civilupi abbiamo pensato che fosse d'uopo fare un bilancio finale. Ci siamo quindi messi a studiare gli (ottimi) insights del blog per capire da dove voi lettori siete giunti a noi, cosa vi è piaciuto di più e quanti siete stati. E siete stati davvero tantissimi.
 L'avventura di Civilupo ha infatti avuto inizio il 26 gennaio 2014 (con il post "Chi sono i Civilupi") e nei suoi nove mesi scarsi di vita ha avuto ben 8.625 visualizzazioni, con una media di 959 click al mese. I 53 post hanno quindi avuto una media di 163 lettori ciascuno.
 Nel grafico sopra potete vedere quali sono stati gli articoli più letti in assoluto: in testa alla classifica c'è l'intervista al libraio Roberto, seguita dalle immagini che abbiamo raccolto durante l'inaugurazione del MMAB, dai consigli su cosa visitare alla Festa della Ceramica e dall'incontro con le bravissime StileLibero.
 Qui sotto, invece, i paesi del mondo dai quali siamo stati più letti: ovviamente il primo è l'Italia, ma abbiamo avuto anche molti lettori dagli Stati Uniti.



Dopo questa parentesi internescional, veniamo alle principali fonti di provenienza del traffico: il poter condividere con voi il nostro lavoro tramite la pagina facebook del Comune di Montelupo Fiorentino è stata un'importantissima opportunità per farci leggere. La maggioranza dei lettori ci ha trovato da lì, ma ci avete anche cercato su google (qualcuno con delle chiavi di ricerca fantastiche tipo "Giada abbronzatura Montelupo", "mentre ero in biblioteca mi brontolava lo stomaco" e anche "casse per coltivare l'insalata". BOH).


Infine, qui sotto, un riepilogo generale del traffico e dei post più letti. Che altro aggiungere? Per noi il blog è stato un indispensabile strumento di accompagnamento all'anno di volontariato che abbiamo vissuto in Comune. Ci ha aiutato ad ambientarci, a conoscervi e a farci conoscere. Siamo orgogliosi della nostra creatura, per la quale non di rado abbiamo lottato e fatto sentire la nostra voce. Arrivederci a mercoledì con l'ultimo post di Civilupo!



mercoledì 26 marzo 2014

The Pan Bistugio reality show - ricetta cercasi

Siccome ora va di moda che i blog abbiano tutti l'angolo cottura, e siccome noi di Civilupo non siamo estranei alle tendenze più cool della blogosfera e siamo sempre fashion, updated, trendy eccetera eccetera eccetera - insomma siamo fighi, come potevamo non buttarci anche noi a capofitto nel maggggico mondo dell'enogastronomia? Oltretutto le ultime vicende politiche montelupine paiono al di là di ogni comprensione umana : e allora utilizziamo il metodo, infallibile ad ogni latitudine e longitudine del mondo, di piantarla di cercare di comprendere e iniziare invece a sfogarci sul buon cibo.
Se avete una qualche minima familiarità con Montelupo, saprete sicuramente che c'è una pasticceria in pieno centro che è una vera istituzione. Si tratta della Pasticceria Vezzosi,  per la quale noi Civilupi proviamo uno sconfinato amore: ci rifornisce delle quantità allucinanti di caffè di cui abbiamo bisogno per non stramazzare a terra durante quelle mattine in cui proprio non ce la possiamo fare, e rifornisce di latte vegetale, cornetti vegani, paste dolcificate col fruttosio e altre diavolerie quelli di noi che vivono di aria e soia (cioè la Camilla più vecchia).
Il Vezzosi si fregia di essere anche l'unica pasticceria montelupina a produrre, in esclusiva, il dolce tradizionale per eccellenza di Montelupo: il Pan Bistugio.
Si tratta di un dolce collegato indissolubilmente, indovinate un po', alla produzione della ceramica. Il termine "bistugio", infatti, ha indicato fino alla fine del 1700 i prodotti ceramici cotti ma non ancora smaltati. In seguito la parola "bistugio" è stata sostituita, nella produzione della maiolica, da "biscotto", derivante dal francese "biscuit", ma curiosamente il dolce di Montelupo, che si presenta alla vista e al tatto come un "biscottone" guarnito di pinoli, ha mantenuto il vecchio nome legato alla cottura dei cocci.
Ma qual è la ricetta del Pan Bistugio? Il segreto della sua antica, biscottata fragranza pare avvolto nel mistero.
Dopo lunga e affannosa ricerca, siamo riusciti a reperire le seguenti informazioni: gli ingredienti del Pan Bistugio sono farina, burro, zucchero, tuorli d'uovo, lievito e latte, cui tradizionalmente vengono aggiunti i limoni del giardino di villa Medicea - cioè, presumiamo, dell'Ambrogiana - e i pinoli di Samminiatello. Abbiamo inoltre appreso che il nostro dolce, come la ceramica, subisce una "biscottura": la prima cottura serve infatti alla solidificazione della pasta, mentre la seconda ha lo scopo di formare quella bella crosticina croccante che vedete in foto.
Ora, a noi piacerebbe riprodurre questo dolce in casa, perché oltre a essere cool, trendy e sneak abbiamo anche un'alta opinione delle nostre doti di cuochi e ci sentiamo pure un po' masterchef. Però è chiaro che così non ce la facciamo: le indicazioni sono davvero troppo generiche (e forse la Pasticceria Vezzosi, giustamente, ci tiene che non vengano diffuse in giro).
Lettori, montelupini e non, aiutateci voi! A casa lo fate il Pan Bistugio? Avete una ricetta di famiglia? Nella prossima puntata vorremmo finalmente sfornare un bel Pan Bistugio fatto in casa e svelare insieme a voi questo misterioso mistero dolciario.

mercoledì 19 marzo 2014

In giro per Montelupo con un fotografo - L'intervista

Dopo avervi mostrato vari e suggestivi scorci di Montelupo Fiorentino fotografati da noi (cioè da Ludovico e Stefania) mentre accompagnavamo il fotografo inviato dalla Provincia di Firenze in giro per la città, oggi finalmente siamo in grado, in esclusiva, di mostrarvi alcune foto scattate da lui, Mario Filoni dell'associazione Quinto Zoom. Queste immagini di Montelupo sono una vera e propria anteprima: verranno infatti esposte all'interno della mostra che avrà come tema le bellezze della Provincia di Firenze, che avrà luogo prossimamente nei locali di Palazzo Medici-Riccardi.
Il sig. Filoni è stato così gentile da concederci una piccola intervista che ci ha permesso di raccogliere le sue impressioni su ciò che ha visto di Montelupo, oltre a informazioni sull'associazione di cui fa parte e sulla passione per la fotografia che coltiva da quarant'anni.

Civilupo: Da quanto fa il fotografo?
Mauro Filoni: più che un fotografo, sono un fotoamatore. Ho iniziato alla fine degli anni "60, con le macchinette fotografiche che iniziavano ad andare di moda allora. La passione per la fotografia mi ha colpito come un virus e ho fatto un percorso simile a quello di altri fotografi autodidatti: prima sono passato per il bianco e nero, poi per le foto a colori, poi le diapositive...e ora, infine, il digitale. Ma per me la pellicola rimane intramontabile, perché ha una qualità che le immagini in digitale non eguagliano.
 C: C'è un soggetto in particolare che le piace fotografare?
MF: Mi piacciono i ritratti. Quando viaggio mi piace fotografare le persone. E poi, i paesaggi.
 C: Viaggia molto?
MF: Mi piace viaggiare ma lo faccio compatibilmente con le mie tasche. Sono anche convinto che a volte non sia necessario fare migliaia di chilometri: qui in Italia abbiamo delle cose bellissime. Basta andare nelle Marche, in Abruzzo...nella Toscana stessa trovo tanti luoghi meravigliosi da fotografare. Certo, all'estero si aggiunge quel quid in più di sconosciuto, di esotico. E per quanto riguarda le persone, in Italia ora con la privacy bisogna chiedere a tutti la liberatoria...
C: Il suo circolo di fotografia si chiama Quinto Zoom.
MF: Sì, Quinto Zoom è il circolo di fotografia amatoriale di cui faccio parte. La sede è a Sesto Fiorentino. E' un circolo abbastanza grande, siamo circa una cinquantina.
C: Più o meno come i comuni della Provincia di Firenze (sono 49, n.d.r)! Ciascuno di voi ha fotografato un comune diverso?
MF: Non proprio. Non tutti abbiamo partecipato a questa iniziativa della provincia. Diciamo che c'è chi si è preso due comuni, chi tre, chi uno. Una media di un comune e mezzo a testa, via.
C: Come mai ha scelto proprio Montelupo?
MF: In realtà ho scelto Empoli, Montelupo e Capraia e Limite. Conosco Empoli, ci ho vissuto dal 1966 al 1971.
C: Nel periodo in cui ha iniziato ad interessarsi alla fotografia, dunque.
MF: Sì. Le prime foto più o meno le ho fatte lì.
C: Che impressione le ha fatto Montelupo?
MF: Ah, Montelupo è stata tutta una scoperta. Ho conosciuto persone piene di entusiasmo come il signor Bartolozzi del Museo del Fiasco. Sono rimasto colpito, poi, da tutto questo paesaggio, da tutto quello che c'è intorno. Ho trovato delle vere e proprie chicche che a volte avrebbero bisogno soltanto di una piccola valorizzazione in più. L'unico appunto negativo che ho da fare è stato per la risposta dell'OPG alla nostra richiesta di fotografare la villa dove è situato. Ho avuto l'impressione che si siano rifiutati solo perché in fondo a chiederglielo erano un semplice fotografo e dei ragazzi del Servizio Civile. Se fossimo stati ministri o sottosegretari, ci avrebbero aperto le porte subito.













mercoledì 12 marzo 2014

In giro per Montelupo con un fotografo - Seconda Puntata






Accompagnando il fotografo Filoni in giro per il comune abbiamo avuto modo di visitare alcune chiese e cappelle (nella foto, l'orto dei Frati Alcantarini). Appartengono sia alla curia che al comune, alcune sono sconsacrate, altre ancora utilizzate per cerimonie religiose. Non stiamo qui a raccontarvene la storia, o ad elencare le opere d'arte che conservano. Per quello servitevi pure di Wikipedia. La rilevanza artistica e storica è un tratto che accomuna tutti gli edifici visitati. Purtroppo non l'unico. I luoghi di culto sono infatti per la maggior parte non visitabili, in condizioni pessime dovute a incuria e a mancati restauri, talvolta in stato di completo abbandono. E questo vale sia per i luoghi di proprietà comunale, sia per gli edifici gestiti dalla curia. 
Le proprietà del comune: le cappelle seicentesche dell'orto dei Frati Alcantarini, che assomigliano ad un gattile; San Michele a Luciano a Camaioni, una piccola pieve del Due-Trecento, i cui affreschi si stanno pian piano disfacendo. 
(Affreschi di una delle cappelle dei Frati Alcantarini)

(Prioria di San Lorenzo fotografata da Filoni)

Gli edifici della curia: la prioria di San Lorenzo, sul castello, simbolo della città, con più crepe che intonaco, è visitabile una volta all'anno; la Cappella della Misericordia, con gli affreschi dietro l'altare che si stanno lentamente slavando a causa di infiltrazioni.

(Oratorio della Misericordia)

 Ovviamente ci sono anche note liete: San Michele a Luciano sarà tappa del nuovo percorso che si snoderà tra i boschi di Camaioni; la pieve di San Giovanni e la chiesa dei Santi Quirico, Lucia e Pietro d’Alcantara all’Ambrogiana accolgono ogni domenica decine di fedeli tra tele e affreschi di valore immenso degnamente conservati. 
Niente pipponi su come le opere d'arte e i monumenti andrebbero tutelati, conservati, resi fruibili, perché con la cultura non si mangia e ora ci sono altre priorità. E neanche su come i cittadini dovrebbero essere gelosi del proprio patrimonio, interessarsene, visitarlo, perché poi qualcuno si risente. In ogni caso questi edifici esistono, sono lì da secoli, e si spera che ci rimangano per un altro po’. Anche se non andate a messa, un giro -dove si può- fatecelo.

(San Michele a Luciano - interno)

(San Michele a Luciano - esterno)


Altre suggestive immagini del patrimonio artistico di Montelupo Fiorentino sono visibili sul nostro account instagram.
 

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