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mercoledì 5 novembre 2014

That's all...

(Noi quest'estate durante la visita al Museo Archeologico con Massimo)

 Ciao lettori, ciao compagni di scorribande, ciao montelupini doc e non: qui si chiude. L'ultimo post è di Stefania. Un post durissimo, ma bello e vero. Vi abbiamo amati come in una relazione a distanza, dove l'irrealizzabilità accresce la passione.
 Vi lasciamo a Stefania. Ciao, Montelupo!



"E siamo arrivati alla fine...".

Così si apriva il tema, drammatico e strappalacrime, con cui salutavo compagni e professori in terza media, scritto che mi ha consentito di vincere il favoloso premio per il miglior tema dell'Istituto per l'anno scolastico 2000/2001. Ora, a distanza di 13 anni, torno ad usare lo stesso incipit ma le parole piagnucolose non riescono più ad uscire. Sarà per il cinismo imperante, sarà perché gli addii si sono sovrapposti ad altri addii rendendo il ricordo rarefatto, sarà perché la memoria è quella che è. Fa male sul momento, ma poi passa via veloce. Frasi come "non lo dimenticherò mai" e "resterà sempre impresso in me" sono baggianate.
Se faccio un bilancio dell'eshperienza di servizio civile credo che mi abbia dato tanto ma che l'impatto con il reale mondo del lavoro (perché questo è stato, che dir si voglia) mi abbia anche tolto molto: la speranza incondizionata, l'ingenuità. Credo sia il normale corso della vita, il prezzo da pagare per la crescita, ma essere giovani in questo periodo storico è, detto con parole grezze, 'na schifezza. Tranne qualche raro e spesso raccomandato fortunato, vediamo come un miraggio un impiego di lavapiatti nel ristorante a una decina di chilometri da casa e coloro che hanno speso anni e anni per conseguire lauree triennali, magistrali e altra roba pseudo-inutile vengono anche redarguiti se chiedono un lavoro, diritto addirittura stabilito dalla nostra Costituzione. Quello che è certo è che ora come ora la serenità dell'impiego per tempo prolungato è un'utopia sconcertante.
Nelle mie complicate riflessioni sono arrivata a meditare sulle costruzioni della società e sulla loro talvolta preponderante inutilità per la felicità umana. Sono giunta a rivalutare il ruolo dell'agricoltura di sussistenza, in stile due, tre, quattro cuori, una capanna e un terreno da arare. Forse un tempo questa strada sarebbe stata percorribile, ma adesso, sotto un tetto di paglia e legno, sentiremmo la mancanza di H&M, delle raccolte punti della Coop o del Lucca Comics.
In una di queste notti di scarso sonno, la mia cara mammuzza mi ha tenuto compagnia dalle 5 alle 7 del mattino allo scopo di tirarmi su di morale sulla mia condizione di disoccupata ormai senza neanche più tante belle speranze. In un momento catartico degno di libri quali "Le rondini di nonno Perché", ha ricordato come alla mia età cercasse di arrabbattarsi vendendo sciarpe fatte a mano dopo aver abbandonato la Facoltà di architettura a due esami dalla laurea per un lavoro che è poi sfumato, o di come ha trovato la sua attuale occupazione chiedendo aiuto all'assistente sociale per pagare i libri scolastici delle figlie perché sia lei sia mio babbo erano rimasti senza lavoro. Questo mi ha fatto riflettere sul reale significato di questi momenti bui. In sostanza, "panta rei". Come ci ha tramandato Eraclito, tutto scorre e non possiamo sapere dove scelte sbagliate, occasioni mancate e porte sbattute in faccia ci possono portare, forse a qualcosa di meglio.
La speranza è un lusso che di questi tempi non possiamo permetterci ma forse possiamo arrivare all'assenza di disperazione. In sostanza, a vivere in modo apatico... Nel frattempo saluto quest'esperienza con il cuore un po' pesante. Vi risparmio commenti, analisi e bla bla bla. Ciao a tutti, belli e brutti!
(Stefania)                                                                                                                                                                                                                   

domenica 2 novembre 2014

Le statistiche di Civilupo: ci avete letto tantissimo!


E' il nostro penultimo post, e noi Civilupi abbiamo pensato che fosse d'uopo fare un bilancio finale. Ci siamo quindi messi a studiare gli (ottimi) insights del blog per capire da dove voi lettori siete giunti a noi, cosa vi è piaciuto di più e quanti siete stati. E siete stati davvero tantissimi.
 L'avventura di Civilupo ha infatti avuto inizio il 26 gennaio 2014 (con il post "Chi sono i Civilupi") e nei suoi nove mesi scarsi di vita ha avuto ben 8.625 visualizzazioni, con una media di 959 click al mese. I 53 post hanno quindi avuto una media di 163 lettori ciascuno.
 Nel grafico sopra potete vedere quali sono stati gli articoli più letti in assoluto: in testa alla classifica c'è l'intervista al libraio Roberto, seguita dalle immagini che abbiamo raccolto durante l'inaugurazione del MMAB, dai consigli su cosa visitare alla Festa della Ceramica e dall'incontro con le bravissime StileLibero.
 Qui sotto, invece, i paesi del mondo dai quali siamo stati più letti: ovviamente il primo è l'Italia, ma abbiamo avuto anche molti lettori dagli Stati Uniti.



Dopo questa parentesi internescional, veniamo alle principali fonti di provenienza del traffico: il poter condividere con voi il nostro lavoro tramite la pagina facebook del Comune di Montelupo Fiorentino è stata un'importantissima opportunità per farci leggere. La maggioranza dei lettori ci ha trovato da lì, ma ci avete anche cercato su google (qualcuno con delle chiavi di ricerca fantastiche tipo "Giada abbronzatura Montelupo", "mentre ero in biblioteca mi brontolava lo stomaco" e anche "casse per coltivare l'insalata". BOH).


Infine, qui sotto, un riepilogo generale del traffico e dei post più letti. Che altro aggiungere? Per noi il blog è stato un indispensabile strumento di accompagnamento all'anno di volontariato che abbiamo vissuto in Comune. Ci ha aiutato ad ambientarci, a conoscervi e a farci conoscere. Siamo orgogliosi della nostra creatura, per la quale non di rado abbiamo lottato e fatto sentire la nostra voce. Arrivederci a mercoledì con l'ultimo post di Civilupo!



domenica 19 ottobre 2014

Polaroid da Bosco in Festa






 



mercoledì 8 ottobre 2014

- 29 Giorni alla fine di Civilupo

(Grazie a Stefania per il dito)
L'altro giorno eravamo per strada e abbiamo incontrato un nostro amico e lettore, Matteo Mirenda, ceramista di famiglia e rugbysta di vocazione, che tutto sorridente ci ha parlato della sua intenzione di fondare un blog sulla città di Montelupo e sulla tradizione di ceramica artigianale che la caratterizza, e del fatto che gli piacerebbe includere anche noi di Civilupo,  che ormai da un po' ci occupiamo del territorio (oltre che dei fattacci nostri) nei post che scriviamo, e per questo costituiamo una realtà informativa. Dopo aver lodato Matteo per la sua iniziativa (è cosa buona e giusta), siamo stati costretti a fargli notare che, come nella apocalittica  canzone dei Nomadi (che ci piace ascoltare nella versione dei CSI) ,noi non ci saremo. Lui ci è sembrato che ci sia rimasto abbastanza male.
Approfittiamo di questo post per farlo presente anche a tutti gli altri nostri lettori: Civilupo, come si suol dire, non mangerà il panettone. Lo abbiamo creato noi del Servizio Civile 2014, e il prossimo 6 Novembre, tra esattamente 29 giorni, il nostro anno di volontariato finirà. E con esso il blog.
È forse ancora presto per fare bilanci; di certo, invece, è troppo tardi per fare progetti. Ci siamo interrogati a lungo su come far proseguire la vita di questo spazio che ci piace al punto da passare interi pomeriggi non lavorativi a scriverci, anziché, chessò, inforcare la bicicletta e andare fuori al sole. Ci siamo informati, abbiamo fatto un miliardo di ricerche per scoprire che la verità è una sola, per questo blog e per la vita: se non c'è una volontà di fondo, una voglia di fare, di capire, di scrivere, di andare, le cose non si concretizzano. Non proseguono, non vanno avanti. E così, quando non ci saremo più noi, con la nostra curiosità e le nostre idee, forse Civilupo terminerà per sempre.
 Lo sappiamo, è na tristezza, è un post pesante, ma serve a voi quanto a noi. Per abituarci almeno all'idea di stare senza Civilupo e invitarvi a leggere quello che scriviamo con ancora più avidità, sapendo che ne avrete ancora per poco. SIGH.

domenica 5 ottobre 2014

Civilupo incontra StileLibero


Le vedete queste tre giovani sorridenti? Sono Belinda Ninci, Marianna Castellani e Valentina Batini: le StileLibero. Da alcuni mesi rappresentano una realtà artistica montelupina e dopo aver partecipato agli eventi organizzati dal Comune aprendo i loro studi e presentando nuovi lavori, stanno organizzando il primo vero e proprio happening interamente pensato e progettato da loro.

Vogliamo premettere che questa per noi è stata più di una semplice intervista: quella che abbiamo fatto sotto il pergolato di Piazza della Libertà è stata, infatti, una corroborante chiacchierata su tematiche quali cosa sia l'arte, perché non viene compresa, cosa si può fare a riguardo, il benessere dell'attività artistica al di là del benessere economico che questa può dare, come e quando un artista rompe le scatole e perché è bene che lo faccia forever and ever, come si mantiene alta la qualità del proprio lavoro, perché l'arte non è intrattenimento, l'importanza del discutere di ispirazioni e mete artistiche anziché di mete commerciali e molto, molto altro. Ci sentiamo di dire che noi di Civilupo consideriamo tutto ciò che riguarda l'arte una questione fondamentale e che durante l'intervista ci è capitato di chiederci come mai non ne parliamo ogni santo giorno che il padreterno mette in terra. Tutti dovremmo parlarne. Parliamone tutti, parlatene anche voi.
Volendo trascrivere l'intervista per intero, ci sarebbero volute settordicimilamille pagine di blog, e quindi quella che leggete qua sotto è la trasposizione degli elementi che più vi faranno conoscere le attività del gruppo StileLibero e lo spirito con cui le nostre tre lavorano. Buona lettura.

Civilupo: Com'è nata l'idea di formare questo...questa...formazione? Come dobbiamo chiamarvi?
StileLibero: Potete chiamarci semplicemente gruppo! Siamo un gruppo che si è formato intorno agli eventi natalizi della fine del 2013. Valentina, dopo aver chiuso il suo atelier, stava tenendo una mostra in uno spazio provvisorio, mentre Marianna aveva lo studio chiuso da tempo per matenità e Belinda aveva trovato la sua dimensione nei corsi di pittura ma era alla ricerca di nuovi stimoli. Nello stesso periodo si stava chiudendo la campagna elettorale e il fatto che alcuni dei candidati ci abbiano chiesto cosa avremmo voluto cambiare di Montelupo ci ha spinte a farci domande sullo stato dell'arte, in particolare nel centro storico. Così abbiamo avuto modo di conoscerci meglio ed è nata l'idea del gruppo.

C: Come funziona StileLibero? Quali occasioni di confonto avete?
SL: Ci confrontiamo costantemente, costantemente parliamo di cosa potremmo e vorremmo fare e in che modo. Ci vediamo tutti i giorni e in questo un contributo fondamentale lo dà la vicinanza fisica: il centro storico è il luogo dove Marianna e Belinda hanno i loro studi (Marianna Castellani in Via Baccio da Montelupo, Belinda Ninci in via XX Settembre vicino Piazza della Libertà, n.d.r.) e dove Valentina attualmente lavora, così ci troviamo a prendere un caffè e lì nascono le nostre idee.

C: Avete delle regole come gruppo artistico?
SL: : Il gruppo è un'unione libera, che non ha un manifesto che definisce l'oggetto della ricerca, e in cui non ci sono vincoli ma il rispetto delle singole operatività e la voglia di un confronto e di una collaborazione fruttuosa. Il gruppo StileLibero aiuta ciascuna di noi ad uscire dalle proprie abitudini, dagli schemi che tendiamo a utilizzare nel nostro lavoro. Ognuna ha una base di ricerca artistica che esiste nonostante tutto: da questo siamo partite e abbiamo fondato il movimento.

C: Qual è stato il percorso che avete creato fino a ora?
SL: L'intento fino a questo punto è stato quello di creare degli spazi che fossero luoghi d'incontro e non soltanto di esposizione. Durante gli eventi organizzati dal Comune quest'anno abbiamo ospitato nei nostri studi alcuni interventi multidisciplinari. Era il progetto Open Lab: fare sì che le persone visitassero gli studi dove esponiamo il nostro lavoro e il lavoro di altri artisti come spazi aperti, fruibili. Ora con il progetto En Plein Air di Ottobre vogliamo fare il passo successivo, facendo uscire l'arte dagli studi e portandola direttamente in piazza.

C: Cioè? Che succede a Ottobre?
SL: Sabato 11 Ottobre si terrà in Piazza della Libertà "Sedie in Piazza", un evento per creare il quale abbiamo aderito all'invito dell'AMACI, che ha scelto questa data per la decima edizione della Giornata del Contemporaneo (per chi volesse saperne di più, trovate tutte le informazioni qui). Abbiamo invitato artigiani e artisti a portare in piazza le proprie sedie senza porre limiti disciplinari: sedie scolpite, sedie di legno su cui esibirsi in una live performance, sedie metaforiche, sedie letterarie. Vogliamo rendere l'arte direttamente fruibile per il pubblico e mostrare anche il lavoro che c'è dietro, che spesso non viene compreso.

C: Avete progetti per il futuro?
SL: Abbiamo alcuni progetti che però sono a lunga scadenza. Stiamo già pensando adesso a quello che succederà, per esempio, a Settembre 2015. Ci interessa dare respiro alla riflessione, che è una cosa che ogni pratica artistica richiederebbe. Fare interventi artistici a tre teste richiede un lavoro in più, più strutturato. Un'altra cosa che ci piacerebbe è costruire una rete sul territorio. Vorremmo che fosse più naturale parlare della propria ricerca artistica o artigianale per tutti coloro che la praticano intorno a noi. In fondo StileLibero non è nato tanto come progetto ambizioso quanto come pratica di buon vicinato: io sono artigiano, lo sei anche tu, lavoriamo vicini e allora ci incontriamo e parliamo di quello che facciamo. Speriamo che gli eventi che creiamo siano occasioni di incontro in questo senso.


domenica 21 settembre 2014

Sudando con le associazioni

Oggi su Civilupo una storia nazionalpopolare: essere fuori allenamento. Andare in giro in bici  con le associazioni è stato bello perché fare un percorso tutti insieme è un modo per riappropriarsi del territorio, e perché la campagna montelupina in questo Settembre funestato da temporali e trombe d'aria sa di bagnato, le piante di mais crescono alte e l'erba è tenera e trasparente come se fosse primavera. Ma raga, qui se non la piantiamo con hamburger e birra siamo rovinati. E come siamo partiti in testa al gruppo, tutti baldanzosi. Dopo il primo chilometro pure i genitori zavorrati di pargoli nei seggiolini ci avevano superati.  Pure gli anziani. A noi, la gioventù del Paese (andiamo bene).  Eccone la faticosissima testimonianza fotografica.


Il ritrovo ALL'ALBAH  (in realtà erano le 10)


La partenza dal palazzo comunale



Qui stavamo impattando un furgone

Qui con la scusa di fare le foto ci siamo fermati due minutini a riprendere fiato

Indietro

Indietro indietro e ancora indietro

Sempre stoicamente indietro

I nostri potenti mezzi: la bici olandese col cestino da borsetta

Al MMAB l'arrivo davanti a "Biciclette" di Eugenio Taccini


mercoledì 3 settembre 2014

Civilupo incontra MotoLupo

Ciao lettori! E' Settembre, noi Civilupi siamo finalmente tornati tutti dalle vacanze e ricominciamo col botto!
Lo sappiamo, siete tristi. Le ferie sono finite, è stato un Agosto difficile e piovoso, ed è sempre dura da mandar giù quando l'autunno bussa alla porta e abbiamo la sensazione di non aver vissuto una vera e propria estate.



Ma a Montelupo non ci si abbatte. Anzi, si fa festa. Lo vedete questo omino sorridente in foto? Si chiama Sandro Francioni, fa parte dell'Associazione Two Double Speed Racing ed è tra gli organizzatori di MotoLupo, la manifestazione che dal 5 al 7 Settembre prossimi trasformerà la zona industriale di Via del Lavoro in una vera e propria festa dello sport. Sandro ci ha gentilmente concesso un'intervista (in realtà lo abbiamo ricattato: no intervista, no transenne per MotoLupo, muhuhuhahuahua! Perché noi del Servizio Civile abbiamo il potere).

Civilupo: Ciao Sandro, spiegaci un po' come e quando è nata l'idea di organizzare MotoLupo.

Sandro: La prima edizione è del 2006. L'abbiamo sempre organizzata nella zona industriale, all'inizio occupava una sola strada, quella parallela alla Statale 67. Per i primi due - tre anni è stata un'iniziativa soltanto motoristica: facevamo gare ed esibizioni di quad, go - kart e auto, coinvolgendo le associazioni corrispondenti. Noi della Two Double Speed Racing abbiamo una passione per i motori, ma dopo le prime edizioni abbiamo pensato che così MotoLupo ci sembrava un po', diciamo... monotematica? Insomma, poteva essere bello avere anche altre realtà. Perciò piano piano siamo arrivati alla manifestazione così come è oggi.

C: E com'è oggi?

S: Oggi è una festa che occupa una superficie di circa tre ettari, coinvolge trentasei associazioni, diciotto discipline sportive e che negli ultimi due - tre anni ha avuto una media di quindicimila partecipanti.

C: Allora, metti che uno viene a MotoLupo. Cosa trova?

S: Trova tanti spazi che le associazioni, sportive e non, hanno il compito di gestire in autonomia. Fanno saggi, mostrano video, si inventano iniziative, fanno esibizioni, coinvolgono i visitatori in qualche modo. Poi ci sono le gare motoristiche di campionato, quelle di motocross ad esempio, con associazioni motoristiche provenienti da tutta Italia. Abbiamo uno spazio a verde che il Comune ci mette a disposizione apposta. A questo proposito, sia l'amministrazione precedente che quella attuale ci sono sempre venute incontro, e le ringraziamo.

C: Parli di associazionismo, ci pare di capire che per la riuscita di MotoLupo è un elemento importante.

S: Importantissimo. Sono le associazioni che fanno la festa. All'inizio le cercavamo noi, ora sono loro che vengono a cercarci per partecipare. Mettiamo uno spazio a loro disposizione e lasciamo le associazioni libere di gestirlo come preferiscono, e vediamo persone che davvero ci mettono anima e corpo, perché credono nel loro progetto e hanno lo scopo di evidenziare l'impatto di quello che fanno. Organizzare MotoLupo mi ha insegnato che basta davvero dare alle persone un'occasione, l'occasione giusta, per sapere che daranno il massimo dell'impegno. Le associazioni coinvolte sono tutte dei comuni del circondario, e sono insostituibili. Poi metteteci anche che siamo bravi noi, eh...(ride).

C: Sandro ma tu sei appassionato di motori? Fai le gare?

S: Eh...insomma. Mi piace organizzare e fare volontariato, questo sì. Ho fatto un po' di quadcross in passato...

C: Perdona l'ignoranza, ma cos'è il quadcross?

S: E' come il motocross, ma con i quad. Sembra più facile perché le ruote sono quattro e il mezzo dà l'idea di essere più stabile rispetto a una moto, ma in realtà sbandando ci si fa molto più male!

C: Un'importantissima questione...a MotoLupo si mangia, vero?

S: (Spiazzato) Sì...certo che si mangia! Abbiamo un punto ristoro, si chiama MotoPizza. Facciamo pizza e bevute, e lo gestiamo noi della Two Double Speed.


C: Prima di iniziare questa intervista ci stavi parlando di beneficenza.

S: Sì, grazie a MotoLupo riusciamo a donare migliaia di euro in beneficenza, in particolare all'Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze e all'associazione Noi...da Grandi, che si occupa di dare un futuro di autonomia a bambini e ragazzi portatori di handicap.

domenica 13 luglio 2014

Torre del vetro: andateci stasera se ancora non l'avete fatto



Vi avevamo già parlato in questo post di febbraio della frazione della Torre e del suo legame indissolubile con la storia del vetro e dei fiaschi in particolare. Questa settimana La Torre ha celebrato il vetro con una festa di paese dove non solo si mangia, si beve e si assiste a spettacoli di vario tipo, ma si possono anche vedere i vetrai e le impagliatrici di fiaschi al lavoro.

Vedere nascere un'opera in vetro sotto i propri occhi è un'esperienza che non si dimentica. La stupefacente maestria dei vetrai è ancora più straordinaria se si pensa alla passione che i pochi rimasti che sanno fare questo mestiere mettono nel proprio lavoro. Noi di Civilupo abbiamo dato una piccolissima mano agli organizzatori - ci siamo limitati a risolvere qualche questione relativa a manifesti e parcheggi - e siamo stati accolti con un calore che non ci aspettavamo.
La mente dietro alla Torre del Vetro è Alfredo Bedogni, ex vetraio e membro attivissimo del Circolo Aics locale, un posto con cinquantadue anni di storia alle spalle. Alfredo, soltanto per essere andati a fare un sopralluogo coi vigili, ci ha regalato libri di ogni tipo sulla storia della frazione, ci ha raccontato le vicende della sua vita e delle vetrerie di Montelupo, ci ha indicato il punto preciso dell'argine lambito dall'Arno durante l'alluvione del "66. E soprattutto ci ha spiegato il funzionamento dei tre forni occorrenti per lavorare ogni singola forma di vetro soffiato: uno per scaldare il materiale, uno per temprarlo e un terzo per intiepidirlo nel caso si raffreddi troppo durante la lavorazione. Tutta l'attrezzatura deve mantenere una temperatura costante, e Alfredo e gli altri vetrai in questi giorni stanno mangiando, vivendo e persino dormendo accanto ai loro forni, per controllare che il fuoco non si abbassi.

Perciò, se ancora non ci siete stati, stasera fateci un salto alla Torre del Vetro. Fatevi una birretta, guardate la finale dei mondiali (che verrà proiettata in Piazza Serafini) e date il vostro tributo di gratitudine all'incredibile spettacolo del mestiere del vetraio, un mestiere che alla Torre viene portato avanti con straordinaria umiltà e tenacia. 






mercoledì 9 luglio 2014

Di tunnel e di etichette


 
(Niente e nessuno sfugge dall'essere etichettato e catalogato... Figuriamoci i libri!)


Dalla notte dei tempi ogni cosa, persona, animale, pianta, muschio o lichene che sia passato sotto gli occhi di un essere umano s'è ritrovato catalogato e etichettato, che lo volesse o meno, che fosse giusto o che non lo fosse. Così è successo anche per i libri di ogni biblioteca, spesso suddivisi con il metodo ideato da costui:

 
 
Melvil Dewey, mentre lavorava in una biblioteca immagino un po' più grande di quella di Montelupo, si accorse che se divideva i libri per “classi” e ad ogni classe dava un numero aveva meno difficoltà a trovarli sugli scaffali. Fu così che inventò il metodo di classificazione che porta il suo nome e che era utilizzato anche al Nautilus.

Per il MMAB invece è stato deciso un sistema di classificazione più intuitivo di quello del nostro amico Melvil, ovvero scrivere semplicemente sulle etichette le prime 4 lettere del genere e le prime 4 dell'autore. Per il genere rosa avremo quindi etichette con scritto ROSA, per la narrativa NARR, per la saggistica SAGG, per i fantasy MOPA (MOndi PAralleli) ecc... ci saranno poi dei piccoli bollini colorati sul dorso dei libri che vi aiuteranno ad individuare meglio i generi sugli scaffali, sempre che non siate daltonici.

Per ora la maggior parte dei libri ha la vecchia etichetta. Potete ammirare però una fetta di quello che verrà tra i gialli, i rosa e le novità: roba come ROSA CANE, ROSA CASA e ROSA BARA. Oppure SABE SALU FAMI che se lo leggi al contrario è chiaramente qualcosa di satanico.

Dal bancone non vediamo l'ora che tutti i libri abbiano la nuova etichetta, per trovarli meglio e perché i colorini sugli scaffali sono molto carini.
 Personalmente ho talmente tanta smania di avere le etichette nuove che non faccio altro che ricatalogare i libri. È così che sono entrata nel tunnel.
Si dice che dopo giorni e giorni di ricatalogazione la mente umana cominci ad etichettare con il sistema del MMAB tutto e tutti. Si dice. E noi del bancone ci crediamo. Fermamente.
 

Il genere MAZZ, dobbiamo scegliere ancora il colore del bollino.

MAZZ MAZZ e MAZZ GRAZ in attesa di tornare sul loro scaffale, lontano da MOPA BROO.
 
 
(Camilla M.)

domenica 29 giugno 2014

L'estate invernale in biblioteca



In questa calda giornata di fine giugno cosa c'è di meglio che passare il proprio sabato qui nella biblioteca del MMAB? Probabilmente diverse cose, ma nonostante ciò anche oggi decine di ragazzi sono venuti a studiare nelle nostre sale lettura godendosi il freddo polare del nostro climatizzatore (la cui temperatura minima a cui porta l'aria è da inverno sovietico ma può essere impostato fino a raggiungere gli zero kelvin). Certo il caldo gioca anche dei brutti scherzi, come a quel ragazzo che ieri è venuto a chiedere un giornale del 27 aprile. Quando gli abbiamo detto  che purtroppo teniamo i giornali fino a due mesi prima e non oltre lui ha sbottato: "E appunto, il 27 Aprile! sono pochi giorni fa!" al che io e la mitica Camilla ci siamo guardati, spaventati dall'idea di rivelargli la triste verità: era chiaramente stato vittima di un rapimento da parte del re delle fate che l'ha tenuto prigioniero per due mesi cancellandogli la memoria. Invece non può essere il caldo la causa della confusione delle persone che cercano il nostro mefistofelico -in quanto a barba- Cubattoli comunale al telefono: ne esistono di due tipi, quelli che quando gli dici che non c'è credono che li stai raggirando per malignità e ti raccontano la storia della loro vita e quelli che ti raccontano la storia della propria vita sperando che tu possa risolvergli il problema al posto di Massimiliano, ricorrendo alle magiche arti dei bibliotecari (per chi non le conoscesse consiglio la serie di film Libraryan). Ieri abbiamo anche ricevuto una chiamata da una mamma che voleva sapere se facevamo anche corsi di tennis per bambini, le abbiamo detto che ancora non ci siamo attrezzati: siamo solo museo archivio biblioteca ufficio unico e barrino.
Pochi attimi fa ho ricevuto una chiamata da una signora, che riporto integralmente: "MMAB biblioteca buonasera..." voce di donna anziana" TOOMA!" "mi scusi?" "TOOMA!!!" "No signora siamo la bilbioteca"-rumore di cornetta che viene agganciata-. Almeno ha interrotto un po la monotonia del sabato, in cui non molti utenti ci fanno visita per prendere i libri, anche se in queste ultime settimane abbiamo avuto molte visite di persone che prendevano i libri per le vacanze (che noi volontari abbiamo intenzione di passare accampati in riva alla pesa, per ovviare alla carenza di fondi). Il mio momento preferito di questo lavoro è quando qualcuno fa la tessera della biblioteca e chiede se costa qualcosa e te puoi rispondergli: assolutamente no! In un paese dove le persone devono lasciare sempre più spesso cose sugli scaffali, dove il paniere della massaia è sempre più scarno e contiene solo il minimo indispensabile, con la cultura ritenuta un lusso destinato solo alla "classe dirigente"; con ville e beni culturali affidati sempre più in mani private, svenduti al migliore offerente, come se la cultura potesse essere prezzata e messa in vendita per far quadrare il bilancio. Le biblioteche sono uno degli ultimi baluardi della cultura intesa come bene comune, come l'acqua e l'aria, al quale chiunque possa liberamente attingere per colmare la sua sete di conoscenza senza dover mettere mano al portafogli. Noi volontari siamo un po' la controparte animata di una biblioteca: serviamo i cittadini, li aiutiamo, ricevendo in cambio solo quello che serve per il sostentamento essenziale (all'incirca). Per questo quando qualcuno viene a prendere una biografia, un'antologia, un libro di narrativa, un classico, una novità, un fantasy, un giallo, un dvd, un cd, un libro per bambini, mi sento felice e fiero del fatto che in cambio chiediamo solo di passare la tesserina sotto al lettore.

(Mattia)

domenica 22 giugno 2014

Polaroid dalla Festa 2014













domenica 15 giugno 2014

14 modi per passare 14 ore alla Festa della Ceramica duemila14


Presto la Festa della Ceramica verrà dichiarata festa nazionale: nei quattro giorni alla fine della terza settimana di giugno nessuno andrà a lavorare e le sessioni universitarie estive verranno posticipate,  mentre il Papa farà una benedizione speciale detta fictiliae urbi et orbi, sostituendo poi il tradizionale calice in metalli preziosi utilizzato in Vaticano per l'eucarestia con una coppa di antica maiolica smaltata montelupina. I corazzieri sfileranno portando vasi di ceramica al posto delle spade, e a Palazzo Chigi si terrà un banchetto di sole pietanze cucinate e servite in coccio.

Nell'attesa che il destino si compia, ecco come passare una proficua giornata onorando come si conviene questo straordinario prodotto (la ceramica) a Montelupo Fiorentino. Ci siamo immaginati che la giornata fosse quella a conclusione della Festa, domenica 22 giugno.

- Ore 10: dopo una colazione dal Vezzosi (che prima o poi ci regalerà le paste gratis, da quanto ne stiamo parlando bene), è il momento di un passeggio digestivo in Piazza della Libertà, dove potrete ammirare l'incredibile manualità dei terracottai, capaci di creare al tornio fantastiche opere sotto i vostri occhi.

- Ore 11: la passeggiata prosegue in Corso Garibaldi. Andate a curiosare nel gazebo delle aziende della Strada della Ceramica. Continuate a camminare lungo la via: troverete degli omini in bicicletta coloratissimi e un po' dadaisti: è l'installazione "Biciclette", ideata da Eugenio Taccini e creata dal grande ceramista montelupino insieme ai ragazzi del Cantiere di Arte Contemporanea.

- Ore 12: rimanendo nei dintorni di Piazza della Libertà, inoltratevi in Via XX Settembre e visitate la mostra "Open Lab" ai civici 1 e 3: Belinda Ninci e Valentina Batini vi presenteranno le loro nuove creazioni. Sempre in via XX Settembre, al civico 37 troverete una grande esposizione di artigianato, e al numero 40 la mostra delle ceramiste Alessandra Tambara e Veronica Consani.

- Ore 13: la pancia brontola. Dove si va? Ve lo diciamo noi: prima si va alla mostra di Piergiovanni Staderini e del Fotoclub Emozioni Fotografiche (Via XX Settembre numero 34) e poi si svicola dal sottopasso per arrivare in Largo Manises, dove rifocillarsi con frittura in cartoccio e biretta dai ragazzi de I' Fritto a 5.

- Ore 14: visto che ormai in Largo Manises ci siete, percorretelo tutto e tornate verso Piazza della Libertà: sotto l'ombroso pergolato dell'ex Bar Carlino vi accoglierà la ceramica internazionale, con le piastrelle valenciane di Cristina Sanz Vidal e i vasi rumeni di Daniel Les. Il tutto creato e dipinto rigorosamente dal vivo.

- Ore 15: allontaniamoci dal centro storico e attraversiamo il ponte sul fiume Pesa per andare a fare un giretto nel mercatino dell'artigianato in Piazza VIII Marzo 1944. Seguendo il mercato lungo via Rovai, arriviamo in Piazza dell'Unione Europea.

- Ore 16: avete un marmocchio incollato alle caviglie da tutto il dì e vi state pentendo di averlo messo al mondo? In piazza dell'Unione Europea avete l'imbarazzo della scelta per parcheggiarlo in un posto dove si diverta e proseguire l'esplorazione della Festa in santa pace. C'è il laboratorio di racconti dell'Auser, la Gimkana dei bambini organizzata dalla Pro Loco, i giochi di movimento armonico della Polisportiva Montelupo. Due ore di tranquillità tutte per voi e due ore di allegria per il piccolo.

- Ore 17: mollato il pupo, si torna alle cose serie. Camminate quindi fino al parco, attraversate nuovamente la Pesa e salite le scale fino a Via Baccio: vi troverete davanti il Palazzo Podestarile, dove sarà allestita la mostra "Creatività, sperimentazione e design: una prospettiva per il futuro" e dove vedrete i lavori dei ragazzi del Cantiere di Arte Contemporanea "LO 2.0 Vol.3: Officina d'Arte". Ve lo consigliamo vivamente: è raro che chi non si occupa d'arte si trovi a passare in un vero e proprio laboratorio artistico. E' un'esperienza bellissima e ve la ricorderete.

- Ore 18: continuiamo il giro in Via Baccio e meditiamo se comprare qualche meraviglioso pezzo d'arte con cui guarnire casa nostra lungo i banchi della mostra mercato "Le Forme della Terra", organizzata dall'associazione Arte della Ceramica.

- Ore 19: è tempo di ripescare il bimbo in Piazza dell'Unione Europea. La prospettiva forse vi sfiancherà a tal punto che vorrete farvi un drink ad Apericenas, l'aperitivo spagnoleggiante organizzato dal Circolo Arci "Il Progresso". Ma non crucciatevi, non dovrete tenerlo a lungo con voi: se avete voglia di tornare in centro potete lasciarlo in Piazza Salvo D'Acquisto dove parteciperà ai laboratori di circo dell'associazione "Circo Libera Tutti", mentre voi girerete beati in Corso Garibaldi ammirando i pezzi unici dei totem di "Rosso di Spagna".

- Ore 20: cibo! Risalite via Giro delle Mura e andate verso il Giardino della Scuola di Santa Teresa a ingozzarvi di squisitezze toscane all'Osteria del Boccale, curata dalla Misericordia di Montelupo. Per digerire, vi consigliamo un passaggio rigenerante alla mostra "LO 2.0 Vol.1" alla Fornace Cioni - Alderighi.

- Ore 21: scendete verso Piazza Centi e portate la prole a vedere lo spettacolo "Burano, la Storia di un Gatto".

- Ore 22: ripercorrete le tappe del percorso che avete svolto durante la giornata seguendo lo spettacolare "Dinomaquìa 2", una performance di teatro itinerante con giochi pirotecnici della compagnia catalana L'Avalot.

- Ore 23: nulla, via. A quest'ora si beve, e lo stand dell'Heineken Green Stage Pub in Piazza Vittorio Veneto vi fornirà tutta la birra e i cocktail che vi serviranno per decidere finalmente che spendere soldi comprando ceramica è cosa buona e giusta - ad esempio, al bookshop del MMAB. La biblioteca è aperta fino alle 24 e il Museo ha una nuova collezione permanente tutta da sperimentare.

- Ore 24: siete felici. Stanchi, ma felici. Seduti a un tavolino in Piazza Vittorio Veneto, con un mojito in una mano e un sacchetto pieno di ceramica nell'altra, dimentichi degli affanni e delle frenesie della vita, ammirate lo scinitillio delle lanterne volanti che chiudono la Festa del 2014 con la loro lenta salita nel cielo.

mercoledì 11 giugno 2014

Disclaimer - attenzione, su Civilupo scriviamo quello che ci pare



Cari amici, mostrandovi questa splendida istantanea che ritrae Mattia e Camilla M. in un momento di straripante giUoia durante il turno al bancone della biblioteca del MMAB, approfittiamo del nostro consueto post del mercoledì per mettere in chiaro un paio di cosette.
Sono cose che credevamo fossero già cristalline da un pezzo, ma dopo qualche polemica nata sul facebook del Comune dopo la pubblicazione del nostro ultimo post a proposito del carattere un po' ombroso della gente di Montelupo, sentiamo di dover ancora una volta spiegare cosa è e cosa non è questo meraviglioso spazio sul web a nome Civilupo.

Civilupo è un blog, cioè un diario on - line. Lo scriviamo noi del Servizio Civile del Comune di Montelupo, e parla di noi e di cosa stiamo facendo durante l'anno della nostra vita che abbiamo scelto di dedicare al volontariato.
I Civilupi lavorano in Comune, e in un certo senso lo rappresentano: i nostri responsabili sono dipendenti comunali, le mansioni che svolgiamo sono relative a un progetto del Comune.
Tuttavia, questo blog rappresenta la nostra voce, non quella del Comune di Montelupo Fiorentino. Civilupo è nato come progetto indipendente di documentazione e crescita e non - ripetiamo, non - ha assolutamente niente a che fare con la comunicazione ufficiale dell'ente pubblico presso il quale stiamo svolgendo il Servizio Civile, che ha il suo bell'ufficio stampa e tutti i suoi organi istituzionali già preposti allo scopo.
Quello che leggete su queste pagine è frutto della nostra personale opinione. Ed è per questo che possiamo permetterci di essere poco cauti, sarcastici e scazzoni al massimo se ci va.  E - sì, cari affezionati lettori, proprio così - anche di dire con assoluta leggerezza che i montelupini ultimamente ci sono sembrati un fiiiiiiilo irritabili.

Infine, è proprio vero: siamo stati noi a sostituire il candidato sindaco del PD eletto alle primarie di Montelupo con Paolo Masetti. L'abbiamo fatto di notte, con l'aiuto del nastro isolante e di alcune scatole di libri di scarto del MMAB. Noi Civilupi abbiamo il potere, siamo perfidi e possiamo tutto!
MUHAHAHAHAHAHA!
Alla prossima.

domenica 25 maggio 2014

Cantierando Cantierando

Anche oggi vi forniamo alcune immagini in esclusiva dei ragazzi del Cantiere di Arte Contemporanea "LO 2.0 Vol.3: Officina d'arte" al lavoro. 
Riuscirete, pezzo dopo pezzo, a capire cosa stanno realizzando? Che cosa andrà ad animare Corso Garibaldi durante la Festa della Ceramica e non solo? Mmmmh, chissà...

Ci dovremo preparare ad un'installazione horror?

Elena e la sua terza mano

Un indizio importante

Giovanni al lavoro
Veronica in fase di impasto

Wu Wen Jun e Wang Xiang modellano

Maria sta lavorando a... una scarpa?
Quante mani...
 

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