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domenica 13 luglio 2014

Torre del vetro: andateci stasera se ancora non l'avete fatto



Vi avevamo già parlato in questo post di febbraio della frazione della Torre e del suo legame indissolubile con la storia del vetro e dei fiaschi in particolare. Questa settimana La Torre ha celebrato il vetro con una festa di paese dove non solo si mangia, si beve e si assiste a spettacoli di vario tipo, ma si possono anche vedere i vetrai e le impagliatrici di fiaschi al lavoro.

Vedere nascere un'opera in vetro sotto i propri occhi è un'esperienza che non si dimentica. La stupefacente maestria dei vetrai è ancora più straordinaria se si pensa alla passione che i pochi rimasti che sanno fare questo mestiere mettono nel proprio lavoro. Noi di Civilupo abbiamo dato una piccolissima mano agli organizzatori - ci siamo limitati a risolvere qualche questione relativa a manifesti e parcheggi - e siamo stati accolti con un calore che non ci aspettavamo.
La mente dietro alla Torre del Vetro è Alfredo Bedogni, ex vetraio e membro attivissimo del Circolo Aics locale, un posto con cinquantadue anni di storia alle spalle. Alfredo, soltanto per essere andati a fare un sopralluogo coi vigili, ci ha regalato libri di ogni tipo sulla storia della frazione, ci ha raccontato le vicende della sua vita e delle vetrerie di Montelupo, ci ha indicato il punto preciso dell'argine lambito dall'Arno durante l'alluvione del "66. E soprattutto ci ha spiegato il funzionamento dei tre forni occorrenti per lavorare ogni singola forma di vetro soffiato: uno per scaldare il materiale, uno per temprarlo e un terzo per intiepidirlo nel caso si raffreddi troppo durante la lavorazione. Tutta l'attrezzatura deve mantenere una temperatura costante, e Alfredo e gli altri vetrai in questi giorni stanno mangiando, vivendo e persino dormendo accanto ai loro forni, per controllare che il fuoco non si abbassi.

Perciò, se ancora non ci siete stati, stasera fateci un salto alla Torre del Vetro. Fatevi una birretta, guardate la finale dei mondiali (che verrà proiettata in Piazza Serafini) e date il vostro tributo di gratitudine all'incredibile spettacolo del mestiere del vetraio, un mestiere che alla Torre viene portato avanti con straordinaria umiltà e tenacia. 






mercoledì 12 febbraio 2014

In giro per Montelupo con un fotografo - Prima puntata



 La Torre è una frazione di Montelupo. Prende il nome dall’edificio costruito nel corso del ‘300 (allora era la Torre di S. Quirico), appartenuto prima ai Medici e poi ai Frescobaldi. Dopo vari passaggi di proprietà la Torre -l’edificio, non la frazione- è stata acquistata qualche anno fa da un giovane imprenditore ottantasettenne che ha deciso di restituirle lo splendore perduto. È stata restaurata e oggi ospita un piccolo museo privato dedicato al vetro impagliato. O, più semplicemente, al fiasco. La storia del fiasco ha origini antiche, più antiche della Torre. Ma quello che appare significativo è che la storia del fiasco, in queste zone, è anche una storia sociale. Racconta degli uomini e delle donne che hanno abitato questi luoghi tra il Settecento e la prima metà del Novecento. Racconta degli uomini che lavoravano nelle vetrerie, delle donne che intrecciavano la paglia intorno al vetro soffiato. È la storia dei primi scioperi, delle idee che circolano in fabbrica. È, ovviamente, la storia di un’eccellenza toscana, quella del vino che in quei fiaschi veniva imbottigliato e dei contadini che lo producevano. Queste storie vengono raccontate solo in parte dall’allestimento del piccolo museo; sono spiegate meglio dalla voce di Giovanni Bartolozzi, che verrà ad aprirvi il museo se lo vorrete visitare (ingresso gratuito su prenotazione), o da un libro che ha scritto (Fiorenzo e Gigliola. Storia di una fiascaia, Giunti, 2003), una raccolta di episodi della propria vita, che , a dir suo, “è stata tutta un fiasco”. Bene. Ma tutto ciò che c’entra con il Servizio Civile? C’entra. Perché facciamo anche questo. Accompagniamo pure fotografi (in questo caso il simpaticissimo Mauro Filoni, del Gruppo video-fotografico Quinto Zoom) a caccia di tesori nascosti in giro per il comune. E alcune di queste foto saranno esposte nientepopodimeno che a palazzo Medici-Riccardi. Quindi sì, ci saranno altre puntate. Alla prossima. 

 
(Mauro Filoni fotografa i fiaschi)



(La Torre - l'edificio, non la frazione)

 

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